Ottimo corso, anche se trovo l’idea forse un po’ da rinnovare. Soprattutto, purtroppo o per fortuna, fuori dalla giovanile, i tempi sono molto più rapidi, in tutto. Preparazione, tempo che si dedica alla preparazione di un programma, mentre a Fiesole ricordo anche un mese e mezzo di su due sinfonie. In generale darei più rilievo al segmento dello studio individuale. Bene le audizioni simulate, ma introdurrei anche dei saggi aperti agli altri componenti dell’orchestra, e non solo di musica da camera. Il giudizio rimane positivo, soprattutto relativo al periodo del M° Faja, i metodi del quale -pur non condividendone sempre la messa in pratica- ancora hanno su di me una certa positiva influenza. Gli insegnanti di primo livello, ma il “mercato” all’estero è completamente differente, e non sarebbe male coinvolgere musicisti più in carriera e meno legati a interessi di visibilità locali o nazionali.
Strumento:
violoncello
Periodo:
99/00 - 00/01
Concorsi:
2010: ASO-Antwerp Symphony Orchestra, assunto
Attivita:
violoncello, ASO, Antwerp Symphony Orchestra, in Belgio, dopo aver vinto il concorso nel giugno 2010.
Giudizio:
Ottimo corso, anche se trovo l’idea forse un po’ da rinnovare. Fuori dalla giovanile i tempi sono molto più rapidi, in tutto e ovunque. Il tempo che si dedica alla preparazione di un programma è nell’ordine dei giorni (da 1 a 5), che si tratti di un’orchestra stabile o meno, mentre a Fiesole ricordo anche un mese e mezzo di prova su due sinfonie. In generale, darei un po’ più di rilievo al segmento dello studio individuale, una lezione a stage è poco. Introdurrei dei saggi individuali mensili, aperti a tutti, e non solo di musica da camera. Le audizioni simulate sono poco focalizzate su programmi d’audizione, almeno ai miei tempi: si lasciava troppo spazio alla scelta dello studente per quanto attiene il repertorio. Il giudizio rimane positivo, soprattutto relativo al periodo del M° Faja, i metodi del quale -pur non condividendone sempre la messa in pratica- ancora hanno su di me una certa positiva influenza.
Introdurrei senz’altro dei corsi di management artistico, sia rivolti alla sfera della promozione individuale che alla produzione di spettacoli. Per esempio, sarebbe interessante proporre un esame/compito per cui ognuno dei partecipanti al corso si trovi a dover organizzare un concerto (per sé ma con altri musicisti non del luogo in modo da spingere a trovare fondi almeno per i costi di viaggio), festival o masterclass nella sua città o nel suo paese, includendo la gestione di tutto l’evento, dallo sbigliettamento alla ricerca di sussidi pubblici o sponsor privati.
Ancora, sarebbe da spingere per scambi tra orchestre giovanili o far sì che la borsa comprenda anche la retta di un paio di masterclasses con artisti di chiara fama, meglio se all’estero, verso il quale, volenti o nolenti, si deve rivolgere sempre più lo sguardo e l’orizzonte dei giovani musicisti italiani.
In ultimo, per provare ad approfondire le abilità e le nozioni che all'estero trovano regolarmente spazio nei programmi e nelle lezioni dei giovani musicisti, bisognerebbe fare molto ear training (riconoscimento di accordi e di intervalli all'ascolto ecc.) nonchè proporre lezioni volte a migliorare la prima vista.
Gli insegnanti, ai miei tempi, erano di assoluto livello, ma il “mercato” estero è completamente differente e non sarebbe male trovare il giusto equilibrio tra artisti che possano costituire un ponte verso altre realtà e accademie, e musicisti legati a situazioni locali o nazionali.
Dove:
Liberati Diego - L'Aquila