iscrizioni triennio jazz

Le iscrizioni al triennio jazz apriranno il 5 luglio

Iscrizioni ai corsi di base

Le iscrizioni ai corsi di base, ai corsi Accademici di I livello (trienni) saranno aperte dal 5 di giugno

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I Maestri di Fiesole

Informazioni aggiuntive

  • Data: Domenica, 13 Maggio 2018
  • Ora: 11:00
  • Luogo: Auditorium Sinopoli della Scuola di Musica di Fiesole

Ad animare il nuovo appuntamento dei Momenti Musicali –il 13 maggio alle ore 11 in Auditorium Sinopoli- saranno Tiziano Mealli (pianoforte), Paolo Grazia (oboe) e Giovanni Riccucci (clarinetto), storici docenti della Scuola impegnati in un’intensa attività di concerti, insieme al fagottista Paolo Carlini ed al cornista Paolo Faggi, prime parti dell’Orchestra della Toscana.
L’ensemble propone due celebri pagine per pianoforte e fiati, il Quintetto in mi bemolle maggiore K.452 di Wolfgang Amadeus Mozart ed il Quintetto in mi bemolle maggiore op. 16 di Ludwig van Beethoven.
Poco più di un decennio separa la composizione di questi due lavori, ed è evidente che Beethoven fa un omaggio al genio di Salisburgo da poco scomparso, quando nel 1794 comincia a scrivere il suo Quintetto.
Mozart era consapevole di aver avuto un’ispirazione particolarmente felice, e lo comunica al padre subito dopo la prima esecuzione del 1784, come leggiamo in una lettera che definisce il Quintetto “la cosa migliore che abbia scritto finora”. In effetti la scrittura è un esempio perfetto di impasto timbrico fra i vari strumenti: ognuno dei fiati gode di una precisa individuazione delle caratteristiche tecnico-espressive e la concertazione con la tastiera esalta il fluire –come sempre limpido e apparentemente semplice– di un’inesauribile invenzione musicale.
Pochi anni dopo, la scrittura beethoveniana si avvantaggia di una tecnica strumentale che negli strumenti a fiato sta rapidamente evolvendosi: oboe, clarinetto, fagotto e corno sono ugualmente protagonisti del discorso musicale, con passi di bravura e uscite solistiche dal netto rilievo timbrico ed espressivo, mentre il pianoforte continua a ricoprire un ruolo di guida e connessione, con una tessitura brillante e vigorosa. Ne risulta un’opera serena ed equilibrata, ancora (per poco…) lontana dalle inquietudini della produzione successiva.