a cura di Valentina Pagni

Emma Lanza dai primi passi all’OGI

Allieva fiesolana fin dall’infanzia, Emma Lanza ci racconta la sua esperienza con la musica nella Scuola.

Hai percorso a Fiesole tutte le tappe della tua formazione musicale… com’è stato il cammino?
Avevo dieci anni, quando decisi di fare l’esame di ammissione a Fiesole. Ad attirare la mia attenzione era stato… il prato enorme davanti alla villa. Una volta dentro, mi resi conto che il prato non era la sola cosa che la Scuola di musica offriva. Dalle lezioni individuali alla musica da camera, dalla storia della musica all’armonia…. ogni giorno, uscita da scuola, salivo a San Domenico e ci passavo quasi tutto il pomeriggio. Si era creata una vita parallela molto impegnativa, ma per tutto quello che la Scuola mi ha dato ne è valsa la pena. Il legame con gli insegnanti che si instaurava anno dopo anno e l’amicizia che nasceva tra gli allievi rendevano tutto ancora più bello. All’interno di un quartetto un’amicizia forte cambiava anche il tuo modo di suonare. Gli insegnanti, oltre che farti lezione, diventavano anche maestri di vita. La mia insegnante di violino, Boriana Nakeva, mi seguiva in tutto quello che facevo, fuori e dentro la Scuola. Mi sosteneva in tutte le decisioni e, quando sbagliavo, mi riportava sulla strada giusta. Ancora oggi rimango in contatto con lei, per aggiornarla su quello che faccio e per chiederle dei consigli.
Quando entrai al triennio, gli esami da dare e i corsi da seguire aumentarono. Ogni esame strumentale richiedeva un vasto repertorio. Ad aprile scorso ho dato l’esame finale e ora guardo con grande soddisfazione al bagaglio che la Scuola mi ha lasciato.

Intervista al Presidente dell'European University Institute

Si è appena inaugurato il ciclo Sounds of Europe, promosso dall’European University Institute (EUI) in collaborazione con la Scuola. Abbiamo colto l’occasione di questo progetto comune per rivolgere alcune domande al Prof. Renaud Dehousse, che da settembre 2016 è Presidente dell’EUI.

Da marzo a maggio un ciclo di sette concerti ospita sotto l’egida dell’Istituto Universitario Europeo i giovani musicisti della Scuola – ed anche il nostro Direttore Artistico Alain Meunier - in vari significativi luoghi della città. Com’è nata l’idea di questa serie?
Nell’ambito delle celebrazioni del 60° anniversario dei Trattati di Roma l’Istituto Universitario Europeo ha aderito a un ampio programma d’iniziative culturali promosse dalla Presidenza italiana del Consiglio dei Ministri, organizzando varie attività sul territorio con lo scopo di diffondere i valori dell’Europa. Fra i vari eventi in programma, particolare attenzione è stata rivolta alla realizzazione di una rassegna musicale dedicata all’Europa. Per realizzare questo progetto, il partner ideale non poteva che essere la Scuola di Musica di Fiesole, con cui, da tanti anni, non solo condividiamo le bellissime colline di Fiesole, ma collaboriamo in vari modi.

A colloquio con Marta

Si chiama Marta Scrofani, ed è una giovane violinista siciliana che da oltre un anno ricopre il ruolo di spalla nell’Orchestra Giovanile Italiana: le chiediamo di raccontarci qualcosa di sé e di questa esperienza nell’OGI.

Qual è stato il tuo percorso musicale?
Ho conosciuto la musica da piccola, a casa di mia nonna. Aveva un bellissimo pianoforte (lei era pianista), sul quale mi divertivo a strimpellare. Ricordo ancora che poco dopo, all'esame di ammissione della scuola di musica del mio paese dove cominciai a "studiare" musica, suonai al piano una piccola melodia imparata con la nonna. La suonai utilizzando solo gli indici, ma tanto bastò per ricevere il mio primo strumento, il violino. È sempre cominciato per gioco, e anche andando avanti con gli anni, al Conservatorio di Catania, la musica era il mio sfogo e anche il pretesto per divertirmi nei corridoi dell'istituto e incontrare i miei amici musicisti. Crescendo ho cominciato a capire che quella sarebbe stata la mia strada e che quindi la musica sarebbe diventata anche il mio lavoro. Ho incontrato moltissimi insegnanti differenti, ed ognuno di loro mi ha dato tanto. Ho imparato a carpire il meglio da ogni insegnante e a costruire un mio modo di vedere la musica e lo strumento.

Selene Pedicini e il Sistema a Benevento

Poche settimane fa si è festeggiata l’apertura di un nuovo Nucleo del Sistema di orchestre e cori infantili e giovanili a Benevento. Ne è anima e artefice la violinista Selene Pedicini, che, già attiva come concertista e docente dopo aver conseguito i titoli accademici musicali ed universitari, ha voluto frequentare il Master post lauream organizzato dalla Scuola in collaborazione con l’Università di Firenze. Le abbiamo rivolto alcune domande:

Come nasce l’idea di aprire un Nucleo del Sistema a Benevento?
Si tratta innanzitutto di una sfida. In primis con me stessa: vivo una fase dell’esistenza nella quale la doverosità di alcuni meccanismi cede il passo al piacere incondizionato di poter dare vita e corpo alle passioni. Sono musicista da sempre e mi occupo di didattica da più di venti anni: l’organizzazione, il modello, il messaggio del Sistema mi hanno affascinata, per non dire soggiogata, e mi è sembrato fisiologico, prima ancora che legittimo, realizzare in concreto ciò che sento davvero aderire al mio “essere”.
In seconda battuta, mi piace l’idea di portare qualcosa di così prepotentemente innovativo nella mia città, in un territorio che esprime un potenziale artistico-musicale apprezzabile ma che, come probabilmente accade in ogni realtà di provincia, tende un po’ a chiudersi in un atteggiamento di difesa delle proprie certezze economiche, sociali e culturali.

La donazione del M° Attilio Zambelli

La biblioteca della Scuola amplia il suo orario di apertura al venerdì (15-18) e festeggia una nuova e generosa donazione di musiche per clarinetto: ne è artefice Attilio Zambelli, primo clarinetto dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino dal 1962 al 1994, che ha deciso di regalare ai giovani musicisti fiesolani la sua ricca raccolta di spartiti. Lo abbiamo incontrato presso la sua abitazione fiorentina, ed abbiamo approfittato della sua gentile disponibilità per rivolgergli alcune domande:

Innanzitutto, grazie!! La sua generosa e cospicua donazione di musiche per clarinetto arricchisce la biblioteca della Scuola di un materiale di grandissima utilità per allievi e docenti. Perché ha scelto proprio Fiesole, come nuova “casa” per le sue musiche?
Grazie a voi, grazie alla Scuola! È un grande piacere, per me, sapere che la mia musica sarà a disposizione dei giovani clarinettisti. Fino a qualche tempo fa non avevo pensato ad una donazione, ma gli avvenimenti della vita portano a nuove considerazioni. Mi sono trovato a parlare del passato con un collega, e la conversazione ha toccato la Scuola: è stata un’illuminazione, ho cominciato a nutrire questa idea ed ho ritenuto che la biblioteca della Scuola di Fiesole fosse il miglior luogo dove collocare questo mio materiale per clarinetto, che spazia dai primi metodi al concertismo (e contiene anche copie manoscritte, che io stesso avevo realizzato per avere a disposizione la musica su cui studiare, nei tempi lontani in cui non esistevano le fotocopie!).
Considero la Scuola di Fiesole un’istituzione di primaria importanza, e da sempre ho nutrito un’ammirazione sconfinata per Piero Farulli e la grande lezione del Quartetto Italiano.

A Fiesole in Erasmus+

La giovane violinista Sarah Margrethe Rusnes Lie è la prima studentessa norvegese venuta a studiare alla Scuola, nella classe di Èva Erna Szabó, grazie al programma europeo di scambi Erasmus+. Le abbiamo rivolto alcune domande:

Qual è stato il tuo percorso fin qui?
Ho iniziato a studiare presso l'Università di Stavanger nel 2012, frequentando per un anno music performance, che è un tipo di preparazione necessaria ad affrontare il corso di laurea in musica, sotto la supervisione del professor Jan Bjøranger. Mi sono laureata con un esame finale nel mese di giugno 2016, ed ora sto proseguendo con un anno di studi supplementare, che ho scelto per avere la possibilità di partecipare al programma Erasmus+ per l'intero anno. Ed eccomi qui…

Intervista ad Alain Meunier nuovo direttore artistico

All’inizio dell’autunno, il CdA della Scuola ha ratificato le nomine del Sovrintendente Lorenzo Cinatti e del Direttore Artistico Alain Meunier, espresse dal voto dei docenti fiesolani lo scorso maggio. Se per Lorenzo Cinatti è stata un’importante conferma, avvalorata da un elevatissimo consenso, per il violoncellista Alain Meunier si tratta invece del primo mandato. Nato a Parigi, porta a Fiesole la sua lunga esperienza di concertista, il suo entusiasmo e la sua acclarata competenza, che da tempo lo destinano ad incarichi prestigiosi. Professore onorario dei Conservatoires Nationaux Supérieurs di Lione e di Parigi, è anche direttore artistico del Festival d'Entrecasteaux (Var). Dirige inoltre il Concorso e il Festival Quatuors à Bordeaux, e nella stessa città presiede il Pôle d'Enseignement Supérieur Musique et Danse.

Intervista a Giampaolo Pretto

Sono 297 i giovani musicisti che stanno partecipando alle audizioni per entrare nell’Orchestra Giovanile Italiana 2017: il numero, davvero alto (ed in crescita costante negli ultimi anni), rende la Scuola orgogliosa ed ancora più responsabilizzata nei confronti di un progetto didattico di grande impegno e visibilità come l’OGI. Di questo ed altro parliamo con Giampaolo Pretto, dal 2012 maestro preparatore della Giovanile e da sempre vicino alla Scuola, prima come giovanissimo primo flauto dell’OGI, dal 2000 come docente dell’orchestra per la preparazione individuale dei flauti e la sezione fiati, e dal 2014 nei Corsi di Perfezionamento per la musica da camera.

Questi numeri parlano chiaro: entrare nell’Orchestra Giovanile Italiana è un obiettivo importante, per i giovani musicisti.
Sono davvero orgoglioso di questi risultati, resi ancora più eccezionali dal contesto nel quale attecchiscono, visto che mai prima d'ora, in Italia, si era assistito ad una simile corsa, scomposta e scoordinata, a fondare compagini giovanili; in gran parte finalizzate a sfruttare professionalità (peraltro non pienamente formate) a basso costo.
L'OGI dimostra invece ancora una volta, dopo trentadue anni, di essere un'iniziativa con dei tratti di eccezionalità evidentemente indiscussi, in primo luogo, da chi ne fruisce.
E non parlo solo dei giovani, che la scelgono per la qualità e serietà che le vengono riconosciute da tutti coloro che vogliano definirsi un minimo obiettivi e perfino dai competitori…

Èva Erna Szabó racconta il suo Erasmus+

L’anno accademico 2015-2016 ha visto la Scuola raccogliere i primi frutti dell’adesione al programma Erasmus+: allievi e docenti hanno iniziato a beneficiare della mobilità internazionale prevista dal progetto, frequentando i corsi delle istituzioni europee inserite nel circuito.
Tra le esperienze più significative, la venuta a Fiesole della violinista Karin Regina Florey, docente presso il Landeskonservatorium di Feldkirch, Austria, che ha effettuato una masterclass dedicata agli studenti dei Corsi di Base della Scuola, in particolare agli allievi di Èva Erna Szabó, a sua volta ospite della città austriaca nell’ambito del progetto di scambio.

Intervista a Fabrizio Falasca

Il violinista Fabrizio Falasca, già allievo alla Scuola del Corso di Perfezionamento di Felice Cusano, ha ottenuto importanti affermazioni professionali nell’ultimo anno: ha recentemente vinto il concorso di spalla alla Tiroler Symphonie Orchester Innsbruck, ed ha collaborato per alcuni mesi con la Philharmonia Orchestra di Londra, nei ruoli di concertino e spalla. Gli abbiamo rivolto alcune domande:

Innanzitutto, complimenti vivissimi!  Con la vittoria del concorso per il ruolo di spalla nella Tiroler Symphonie Orchester di Innsbruck porti il tuo violino partenopeo tra le prealpi tirolesi: un bel cambiamento…
Grazie per la stima! In seguito all'esperienza vissuta come spalla con la Tiroler Festspiele Orchestra di Erl del maestro Gustav Kuhn, e consapevole della tradizione musicale austriaca, ho avuto la possibilità di apprezzare la qualità delle orchestre ed in particolare di quella di Innsbruck. L’affermazione al concorso di spalla rappresenta sicuramente un cambiamento importante nella mia carriera artistica. A breve finalmente avrò modo di lavorare per la prima volta con i nuovi colleghi e confrontarmi con una differente realtà. Sono certo che sarà un’opportunità preziosa di arricchimento reciproco.

Intervista a Marco Toro

Un altro dei brillanti strumentisti che hanno frequentato i corsi dell’Orchestra Giovanile Italiana siede stabilmente tra i leggii dell’Orchestra del Teatro alla Scala, nel ruolo di prima tromba. Il suo nome è Marco Toro, e queste le sue risposte alle nostre domande.  

 Hai appena ricevuto la conferma definitiva del tuo ruolo, dopo il periodo di prova…come sono stati questi mesi nel teatro più celebre del mondo?
Sono stati mesi pesanti ed emozionanti allo stesso tempo: pesanti perché ho dovuto affrontare dei ritmi di lavoro ai quali non ero abituato, ed emozionanti per le sensazioni che ho vissuto. Devo ammettere che quando ho iniziato a Milano ero molto timoroso per quello che mi aspettava: il grande prestigio del teatro, i programmi molto impegnativi che dovevo affrontare, erano molti i dubbi con i quali ero alle prese: dopo aver rotto il ghiaccio però, con un concerto con la Filarmonica del teatro diretta dal Mº Chailly, mi sono subito sentito a mio agio, sostenuto dai colleghi della fila degli ottoni e dall'orchestra in generale, e quindi, come dicevo prima, l'entusiasmo ha fortunatamente avuto il sopravvento sui dubbi e sulle pressioni. Altri momenti salienti (emotivamente e trombettisticamente) di questo periodo sono stati la famosa 'Prima' del 7 dicembre con la Giovanna d'Arco di Verdi sempre con il M° Chailly, il balletto Cenerentola di Prokofiev con il M° Jurowski e la Quinta Sinfonia di Mahler con la Filarmonica, in tournée e a Milano con il M° Chung. 

Intervista a Michela Lelli

All’indomani della premiazione dei giovani musicisti fiesolani che hanno conquistato le borse di studio per il 2016, abbiamo rivolto alcune domande a Michela Lelli, che con Nedo e Simone Fioretti e gli amici di Paolo rinnova ogni anno l’offerta di borse di studio alla memoria di Paolo Fioretti.

Da molti anni la Scuola può contare sul vostro affezionato sostegno: perché avete scelto Fiesole?
Conoscevo la Scuola e la frequentavo con Paolo. Lì ci sentivamo a casa, fra amici. Quando ho pensato a un modo per ricordare Paolo dopo la sua scomparsa, mi è sembrato naturale farlo presso questa istituzione.

Intervista doppia: Sorgentone e Onerati

Abbiamo rivolto alcune domande al liutaio Paolo Sorgentone e a Cristiano Onerati (dell’omonima ditta), che offrono con i loro laboratori un contributo di competenza e disponibilità all’attività dei nuclei orchestrali fiorentini.

Com’è nato il collegamento tra le vostre attività e i progetti di alfabetizzazione musicale promossi dalla Scuola nei quartieri delle Piagge, ed ora di Sorgane?
S. Il primo approccio è avvenuto grazie all’entusiasmo di Adriana Verchiani che, quando il progetto stava iniziando, ci chiese di organizzare qualcosa di simile a quanto avveniva in Venezuela nell’esperienza “El Sistema”, cioè la produzione di strumenti musicali utilizzando materiali “poveri”, di recupero. Questo, nella nostra società in cui la gran parte del costo non è nel materiale ma nel lavoro, non avrebbe senso. Così abbiamo concordato modalità diverse di sostegno al progetto.

Sostenitori: la Fondazione Walton

Da molti anni la Fondazione William Walton – Giardini La Mortella di Ischia è tra i sostenitori delle attività della Scuola, con l’offerta di una borsa di studio annuale per un ensemble di giovani musicisti meritevoli, che sono invitati a tenere concerti presso l’incantevole sede ischitana. Abbiamo rivolto alcune domande alla Presidente Alessandra Vinciguerra.

La collaborazione fra la Fondazione Walton e la Scuola di Musica di Fiesole ha inizio a metà degli anni '90, grazie alla volontà dei fondatori delle due istituzioni di combinare gli sforzi, per offrire ai migliori talenti della Scuola prestigiose occasioni di performance presso i Giardini la Mortella. Come si è sviluppata da allora? C'è qualche incontro che si è impresso più fortemente nella vostra memoria? Per i nostri ragazzi si è trattato ogni volta di una meravigliosa scoperta e di un'esperienza indimenticabile...

Intervista a Stefano Dalpiaz

In una precedente newsletter si è dato conto del recente passaggio di consegne al vertice dell’Associazione Amici della Scuola, il cui consiglio direttivo ha eletto il nuovo presidente: dopo tre anni di intenso impegno, Sigfrido Fenyes ha lasciato l’incarico a Stefano Dalpiaz, avvocato ed appassionato musicofilo.

Congratulazioni per il nuovo incarico! L'Associazione Amici della Scuola rappresenta da sempre un valido sostegno alle attività della Fondazione; in che modo pensa di impostare il suo mandato?
Grazie! Il mio mandato di presidente dell’Associazione Amici della Scuola di Musica di Fiesole è in assoluta continuità con quello del mio predecessore, Sigfrido Fenyes. È stato lui, del resto, a suggerire l’avvicendamento, nel tentativo di coinvolgere maggiormente i genitori degli allievi della Scuola nella vita associativa. Sono persone che, per il loro amore per la musica, per la loro vicinanza alla Scuola ed agli insegnanti e per la conoscenza diretta delle dinamiche di studio che coinvolgono giornalmente ed in modo importante i loro figli, possono certamente dare un grande contributo all’Associazione.
Quanto al sostegno che l’Associazione offre, nel suo piccolo, alla Scuola, non posso che ricordare l’esortazione di Sigfrido all’ultima assemblea: “più siamo, più possiamo aiutare”. Proseguirà, non appena possibile, il ciclo di conferenze-concerto “Grandi donne della musica” e l’organizzazione di concerti con gli allievi vincitori delle borse di studio messe a disposizione dall’Associazione.

La donazione di Domitilla Marchi

La matinée dedicata nel novembre scorso al nucleo orchestrale delle Piagge (e alla presentazione dell’analogo progetto per Sorgane) aveva suscitato l’entusiasmo di Tomaso Montanari e di Maria Cristina Carratù (che ne avevano scritto sull’edizione fiorentina di Repubblica: articolo Montanari articolo Carratù); Domitilla Marchi, profondamente colpita, si è rapidamente messa in contatto con la Scuola, offrendo un generoso contributo alle attività di educazione musicale dei nuclei fiorentini. Le abbiamo chiesto quali motivazioni l’abbiano indotta ad impegnarsi in prima persona.

Davide Dalpiaz in Erasmus+

Il giovane violinista Davide Dalpiaz è stato tra i primi allievi fiesolani del Triennio ad approfittare del progetto Erasmus+, trasferendosi per qualche mese in Germania per seguire le lezioni presso la Hochschule für Musik di Detmold.

Da quanto tempo frequenti la Scuola di Musica di Fiesole?
Ho iniziato a studiare con Eva Szabó all'età di sette, forse otto anni. Parliamo dunque del 2002-2003...

Cosa rappresenta per te la musica?
La musica per me significa moltissimo. La ritengo molto probabilmente l'unica arte capace di parlare direttamente alla nostra anima e in grado di trasmetterci un flusso di sentimenti che si trasforma in continuazione e che riesce a evocarci le più svariate immagini, sensazioni, emozioni.

Progetto Cupiditas

La Scuola incrementa l’orario di apertura serale, per accogliere gli allievi che ne hanno fatto richiesta, presentando alla direzione il Progetto Cupiditas. Abbiamo chiesto ad alcuni di loro di spiegarci di cosa si tratta.

Innanzitutto, come avete scelto il nome per il vostro progetto?
Il nome è stato scelto non a caso per sottolineare l'origine prima di questo progetto: ovvero una volontà, un desiderio, come da significato della parola latina cupiditas, di suonare tra giovani attraverso la massima espressione della musica d'insieme, ovvero un organico orchestrale.

MusicaMi

La nostra docente Luana Gentile accosta all’ampia attività vocale un’approfondita formazione nell’ambito della Teoria dell’Apprendimento Musicale formulata da Edwin E. Gordon; le abbiamo chiesto qualche informazione circa il suo corso MusicaMi, che accoglie a Fiesole i bambini fin dalla primissima infanzia.

A quale età si può cominciare a frequentare il corso MusicaMi?
Per quanto possa sembrare strano, è consigliabile iniziare a frequentare il corso sin dai primi mesi di vita, momento in cui i bambini incominciano a tracciare la loro storia e costruire il loro bagaglio di esperienze, che determineranno lo sviluppo di alcune capacità piuttosto che altre, contribuendo a farli divenire dunque individui con determinate caratteristiche. Nei primi anni di vita ogni giorno è una conquista. Dall’essere dei fagottini all’apparenza inermi in braccio a mamma e papà, imparano a stare seduti, a gattonare, a mangiare, a stare in piedi, a camminare, a parlare, a esprimersi, a comunicare con il mondo circostante, a sviluppare le capacità ludiche, affinando ogni giorno le loro facoltà cognitive. Chiaramente non sono consapevoli di tale processo ed esso si realizza quasi indipendentemente dalla loro volontà. Le lunghe ricerche svolte dal Prof. Gordon portano alla conclusione che anche quello musicale non si differenzia da altri tipi di apprendimento. In un certo senso siamo programmati per imparare ed acquisire il “linguaggio musicale”, in una modalità simile a quella con cui sviluppiamo il linguaggio verbale, attraverso un processo che prevede l'ascolto attivo e l’imitazione. Anche la musica infatti, come il linguaggio, ha una sua sintassi ed è manifestazione della necessità di esprimere un sentire interiore. Nei primi mesi di vita il neonato viene considerato dai linguisti “un ascoltatore universale”, giacché è in grado di distinguere i fonemi di tutte le lingue del mondo, e un fonema altro non è che un suono; il consiglio quindi è quello di accostare i bambini alla musica sin dai primi mesi di vita, non sottovalutando neanche l’importanza della familiarizzazione con questo elemento sin dalla gestazione.

Intervista a Fanny Ravier

Sorridente e diafana, Fanny Ravier arriva all’appuntamento per l’intervista un po’ di corsa, avvertendo che, tra prove e lezioni, non ha avuto tempo di “prepararsi”. La rassicuriamo, spiegandole che l’idea è semplicemente quella di aggiungere il suo ai ritratti dei docenti fiesolani, raccogliendo la testimonianza di una giovane insegnante arrivata recentemente alla Scuola; una volta rotto il ghiaccio, la nostra chiacchierata diventa confidenziale ed animata.

Come sei arrivata alla musica?
Molto presto, per gioco. Nessuno della mia famiglia aveva competenze specifiche, ma già a quattro anni avevo iniziato un percorso di propedeutica, e chiesi di poter iniziare a suonare uno strumento. I miei genitori pensarono che il violino potesse essere lo strumento adatto per una bambina piccola, e che mi avrebbe permesso di fare attività di gruppo, cosa alla quale tenevano molto.
Iniziai così a frequentare una scuola di musica a Chambéry, la mia città: si chiamava Les Vivaldistes de Savoie e vi si insegnava la musica in modo estremamente ludico e divertente: nessuna nozione teorica, e un approccio molto disinvolto allo strumento. Ma mi piaceva molto, e studiavo più di quanto venisse richiesto. Così dopo pochi anni passai al Conservatorio, dove dovetti colmare le lacune dell’approccio iniziale allo strumento e alla teoria della musica.
Arrivata al terzo ciclo (corrispondente più o meno al corso superiore italiano), entrai nella classe di Philippe Tournier, un insegnante e musicista completo: spalla dell’Orchestra della Savoia, camerista in trio e insegnante davvero competente. Insomma, un faro durante gli anni un po’ delicati dell’adolescenza.

Intervista ad Andrea Nannoni

Collaboratore di Piero Farulli per tanti anni, ed ora docente del Corso di Perfezionamento di quartetto presso la Scuola, Andrea Nannoni è un insegnante fiesolano della primissima ora. Ci ha portato uno storico “reperto”, più eloquente di qualunque parola avessimo scelto per aprire la nostra conversazione: è il registro della sua classe di violoncello qui a Fiesole, nell’anno scolastico 1974-1975. Mentre lo sfogliamo insieme, la prima domanda arriva da sola, scompaginando la scaletta preparata in precedenza.

Che cos’era la Scuola di Musica di Fiesole allora, e chi erano gli allievi qui registrati?
La filosofia della Scuola era dare, a tutti coloro che lo desiderassero, la possibilità di avvicinarsi alla musica con una guida: all’epoca il conservatorio non prendeva i piccoli e non accettava (come tuttora del resto) i dilettanti. A Fiesole avevamo invece classi molto eterogenee, con allievi di tutti i tipi: ricordo medici di mezz’età, che avevano serie difficoltà a gestire lo strumento, e bambini anche molto piccoli.

Adesso però le cose sono cambiate…
Certamente, adesso anche i bambini possono essere ammessi al Conservatorio, dove frequentano i corsi preaccademici, anche se non è ben chiaro quale sarà il futuro di questi corsi, in relazione alla più recente riforma, che ha destinato i Conservatori  all’istruzione di livello superiore. Sarà un terreno fertile di discussione per il futuro…

Intervista a Maria Grazia Cantelli

Avvisiamo Maria Grazia Cantelli che vorremmo intervistarla, e ci prepariamo a vincere la naturale riservatezza e l’atteggiamento schivo della ‘storica’ insegnante fiesolana, testimone diretta delle tante avventure di questi quarant’anni.

Come sei arrivata alla musica?
Grazie alla passione di mio padre, che alla professione di sarto univa un’attività amatoriale di canto: aveva iniziato da piccolo, partecipando nel coro infantile alle produzioni del Maggio, e continuava ad educare la sua voce tenorile prendendo lezioni.
Mi propose molto presto di iniziare col pianoforte, trovando in me terreno fertile: a sei anni cominciai, come un gioco, e ricordo con particolare affetto il maestro Renosto, un allievo di Nardi.
Entrai poi in Conservatorio, ma nella classe di organo, sempre per compiacere un desiderio paterno (in realtà per i primi anni organo e pianoforte coincidevano, come insegnamento).
Arrivò intanto il momento difficile della malattia di mio padre, e quando lui mancò ebbi un rifiuto verso la musica, e me ne allontanai per qualche tempo; presto però mi resi conto che la musica era troppo importante per me, e così ripresi, nonostante le molte difficoltà dovute alla nuova situazione familiare.

Intervista a Sigfrido Fenyes

Abbiamo incontrato il nuovo Presidente dell’Associazione Amici della Scuola di Musica di Fiesole, Sigfrido Fenyes, e gli abbiamo rivolto alcune domande. Ecco cosa ci ha risposto:

Avvocato penalista molto impegnato, ma anche diplomato in pianoforte (che tuttora suona) e assiduo frequentatore delle sale da concerto. Un profilo che avrebbe certo entusiasmato Piero Farulli...
Non so se il mio profilo avrebbe entusiasmato Piero Farulli. Il solo pensarlo mi lusinga. Posso dire che si muovono in me due anime, quella del diritto e quella della musica, non troppo lontane fra loro, entrambe alla ricerca dell’armonia. Confesso, peraltro, che è la musica che mi emoziona ed appassiona maggiormente.

Cosa l'ha portata a Fiesole?
Ho seguito da sempre l’attività della Scuola di Musica di Fiesole. Come ho scritto nella lettera di saluto ai Soci dell’Associazione, ritengo che la Scuola di Musica di Fiesole costituisca un importante patrimonio di cultura a livello internazionale ed una Eccellenza per la nostra Nazione.
Lo testimonia il gesto altamente simbolico del compianto Maestro Abbado che ha donato alla Scuola i suoi emolumenti di senatore della Repubblica.

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