La musica unisce le sponde del Mediterraneo

Un recentissimo accordo con l’Istituto Italiano di Cultura di Tunisi impegna la Scuola in un’attività di scambi culturali nell’area mediterranea, favorendo la condivisione delle conoscenze artistiche e delle più aggiornate metodologie didattiche a vantaggio dei giovani musicisti dell’altra riva del Mare nostrum.
Determinante, nel promuovere i termini dell’accordo, l’entusiasmo della Dottoressa Maria Vittoria Longhi, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Tunisi.
Le abbiamo rivolto alcune domande:

Qual è stata l’occasione per l’incontro con la Scuola di Musica di Fiesole?
L’occasione è stata inizialmente uno scambio di lettere, a partire da quella in cui il Sovrintendente Lorenzo Cinatti presentava la Scuola e l’Orchestra Giovanile Italiana per eventuali collaborazioni o partecipazioni a festival in Tunisia. Abbiamo accolto con entusiasmo questa proposta e successivamente incontrato il Sovrintendente, il Direttore Artistico e una delegazione della Scuola a Tunisi, e visitato insieme la nascente Cité de la Culture che, una volta conclusa, disporrà di ben tre teatri, di cui uno intitolato all’opera, con una capienza di circa 1200 posti.

Qual è la situazione formativa e scolastica in Tunisia, attualmente? E quali sono, a suo parere, gli aspetti che sarebbe opportuno incrementare?
In Tunisia esiste un grande interesse per la musica in generale, testimoniato da numerosi festival che coprono i vari generi musicali. In particolare, per quanto riguarda la musica classica e tradizionale, esiste un Istituto Superiore di Musica che forma da decenni giovani musicisti e cantanti. Inoltre per quanto riguarda la musica tradizionale è da segnalare il Centro di Musiche Arabe e Mediterranee, ubicato in uno dei più bei palazzi storici di tutta la Tunisia, il Palais Ennejma Ezzhara di Sidi Bou Said, conosciuto come Palais du Baron d’Erlanger, cui è appartenuto all’inizio del secolo scorso prima di divenire una istituzione pubblica.
A mio avviso sarebbe particolarmente interessante poter collaborare con queste istituzioni proprio in ambito formativo, ed in questo la Scuola di Musica di Fiesole potrebbe avere un ruolo importante. Si potrebbe pensare ad ampliare l’offerta formativa per favorire la partecipazione dei giovani sia attraverso l’istituzione di borse di studio, in modo da dare loro l’opportunità di confrontarsi con la realtà musicale italiana, sia realizzando masterclass e seminari in loco con formatori italiani. Sarebbe davvero auspicabile sostenere anche la formazione dei giovani musicisti dell’Orchestra nazionale, che proprio in questi anni si va definendo nella sua struttura di orchestra stabile.

Sono già attivi, in ambito musicale, spazi di intervento a cura dell’Istituto Italiano di Cultura?
Il nostro Istituto da anni è impegnato a favorire i contatti in Tunisia delle principali istituzioni italiane. Ci piace ricordare l’impegno costante a favore della conoscenza e della diffusione dell’opera in Tunisia, che ci ha consentito di realizzare spettacoli di successo con protagonisti giovani cantanti lirici tunisini, alcuni dei quali diventati nel tempo un punto di riferimento per questo genere musicale in tutta l’area. Naturalmente molto resta ancora da fare, ma va sottolineato che comunque esiste in Tunisia una certa passione e una tradizione per il belcanto, che andrebbe sostenuta e rilanciata. Infatti, fino all’indipendenza, l’opera italiana ha conosciuto un periodo d’oro a Tunisi, con compagnie di tutto rispetto. Ma anche successivamente, sebbene in maniera non continuativa, il Teatro Municipale di Tunisi ha continuato ad offrire ai melomani bellissime serate dedicate all’opera italiana, di cui ancora si favoleggia. Anche più recentemente il nostro Istituto ha realizzato “miracolose” riduzioni della Traviata nel 2012 e della Bohème nel 2013, con eccellenti giovani cantanti tunisini formati al locale Conservatorio sotto la guida dell’insegnante bulgara Hristina Hadjeva, che hanno suscitato grande entusiasmo nel pubblico. Il progetto di riportare l’opera italiana a Tunisi resta uno dei nostri desideri e dei nostri obiettivi, che speriamo di poter realizzare anche grazie alla collaborazione con la Scuola di Musica di Fiesole.

Il Museo del Bardo di Tunisi ospiterà un’importante mostra di antichità africane, che si aprirà il 18 marzo alla presenza di alcuni direttori dei musei italiani e toscani: i legami culturali fra Toscana e Tunisia si rafforzano in più direzioni…
Sicuramente i rapporti tra Toscana e Tunisia, storicamente già molto intensi, si sono ulteriormente rafforzati negli ultimi anni, grazie all’impegno della Regione e di varie altre istituzioni toscane in Tunisia. A titolo di esempio ricordiamo le iniziative in cui è stato coinvolto il nostro Istituto: il seminario sulla Costituzione tunisina a cura della professoressa Tania Groppi dell’Università di Siena e la bellissima serata con la partecipazione dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, al Festival Internazionale di Musica Sinfonica di El Jem nell’estate del 2016.

La partecipazione dei musicisti della Scuola all’inaugurazione della mostra è per noi motivo di grande orgoglio…
Anche noi siamo fieri ed orgogliosi di questa prestigiosa presenza italiana al Bardo in una data tanto significativa, convinti che questo sia solo l’inizio di una più ampia e fruttuosa collaborazione che speriamo possa coinvolgere anche i giovani talenti tunisini.

Grazie all’archeologia ed all’arte, la Tunisia si avvicina sempre di più all’Europa: qual è il ruolo dell’Istituto Italiano di Cultura in questo processo?
L’Istituto sostiene con impegno costante questo avvicinamento all’Europa e favorisce in ogni modo la collaborazione tra le due rive anche attraverso la valorizzazione delle comuni radici culturali, ben riconoscibili soprattutto nel settore del patrimonio archeologico. In quest’ambito sono intensi gli scambi con l’Istituto Nazionale del Patrimonio (INP) e con tutte le istituzioni del settore. Un esempio dell’importanza attribuita dal nostro Paese alla Tunisia è testimoniata dall’istituzione della Scuola Archeologica Italiana di Cartagine (SAIC) nel 2016. La Scuola è uno spazio di formazione e ricerca, un centro di riferimento per tutti gli archeologi che operano nell’area. Ricordiamo l’impegno del nostro Istituto all’interno della rete degli istituti culturali degli stati membri dell’Unione Europea (Eunic), che sostiene tra l’altro un importante progetto dedicato al rafforzamento delle associazioni culturali locali. Sottolineiamo inoltre che la Tunisia, dal 1° gennaio di quest’anno, è il primo Paese della sponda sud del Mediterraneo a beneficiare del Programma quadro dell’UE “Europa Creativa”, che mira a supportare le industrie creative e la diversità culturale.

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