La Fondazione Stensen ha promosso, in collaborazione con l'Accademia della Crusca e la Pontificia Accademia per la Vita,

un ciclo di appuntamenti dedicati a Il morire e la morte – Gli interrogativi e i problemi più ricorrenti nel dibattito in corso. Iniziati nello scorso febbraio, gli incontri hanno coinvolto linguisti, medici, filosofi, teologi, giuristi e psicoterapeuti, le cui considerazioni hanno preso spunto anche dalla visione di alcune pellicole cinematografiche.
Il 30 marzo (ore 15.30, viale Don Minzoni 25 - Firenze,) la riflessione sui temi del fine vita sarà affidata al filosofo Salvatore Natoli ed al teologo Roberto Del Riccio
In apertura ci sarà un contributo di Antonello Farulli, che si accosterà all’argomento attraverso l’esperienza umana ed artistica di un celebre compositore: tema dell’intervento sarà infatti Il concerto per viola di Béla Bartók. La visione della morte e della resurrezione di un compositore laico.
Iniziata su richiesta del violista scozzese William Primrose, la composizione del Concerto per viola non fu portata a termine dall’autore per il sopraggiungere della morte, causata dalla leucemia nel settembre 1945. La partitura, completata dal pianista ungherese Tibor Serly, devoto allievo di Bartók, è pervasa da un senso di sereno e rassegnato distacco dalla vita.