Fiesole, 30 gennaio 2020

La presenza discreta di un gentiluomo d’altri tempi e la perseveranza di una passione forte, condivisa con grazia pacata e grande rispetto: alla fine di questo secondo decennio del 2000 se ne va Riccardo Antonino Luciani, dopo aver attraversato i suoi ottantanove anni sempre in compagnia della musica. A dodici anni era entrato a far parte del coro di voci bianche della Chiesa di San Francesco in piazza Savonarola sotto la guida di Clemente Terni, che lo introdusse al canto e al solfeggio. Studiò poi con Rosario Scalero ed infine giunse al diploma, ventunenne, con Vito Frazzi al Conservatorio Cherubini; fu anche ammesso - eccezionalmente - ai corsi di perfezionamento che il maestro teneva all’Accademia Chigiana.
Luciani è stato protagonista di un’attività intensa e multiforme: dalla composizione alla direzione d’orchestra, dalla lunga collaborazione con la RAI all’affettuosa amicizia con Piero Farulli, che portò il musicista alla Scuola, affidandogli un compito importantissimo: gli Incontri di Introduzione al linguaggio musicale, ovvero un’attività divulgativa tesa a conquistare alla musica i non addetti ai lavori, che svolse anche alla Scuola Normale di Pisa e ad Aosta Classica, durante le residenze estive dell’Orchestra Giovanile Italiana.

In occasione del decennale della Scuola (1984) Luciani compose l’opera Talgor, su libretto di Giuliano Toraldo di Francia. Ne furono interpreti solisti, orchestra e coro della Scuola, sotto la direzione di Mauro Ceccanti (maestro del coro Joan Yakkey), la regia di Sylvano Bussotti e le scene ed i costumi di Fernando Farulli, in coproduzione con il Teatro alla Scala, il Teatro Comunale di Firenze e l’Ente Teatro Romano di Fiesole.

La musica di Luciani nasce talvolta per esecutori ben precisi: i Monologhi per viola (1990) sono dedicati ad Antonello Farulli, il Concerto di Anacrò (1988) per flauti dolci, orchestra d’archi, pianoforte e percussioni è per David Bellugi.
Negli anni ’90 è attivo anche su invito dell’Orchestra della Toscana, con lavori quali Le tombeau perdu (1990) e Cantus memoriae (1994) su lettere dei condannati a morte della seconda guerra mondiale.
L’attività compositiva prosegue di pari passo con l’impegno alla divulgazione musicale, esercitata con continuità ed interesse sempre vivo: le lezioni fiesolane di Luciani sono seguite da un folto gruppo di appassionati, desiderosi di avvicinare i capolavori musicali attraverso la sua narrazione, sempre accompagnata da una ricca esemplificazione.
Negli ultimi anni le lezioni si svolgevano nella centralissima sede del Lyceum Club di Firenze, in collaborazione con la Sezione Musica del club, con cicli monografici su vari autori, fino all’ultimo dedicato a Richard Strauss nel 2018.
Con la morte di Riccardo Antonino Luciani la Scuola dà l’addio ad uno dei suoi collaboratori più fedeli e stimati, che ha messo le sue raffinate competenze a disposizione di tutti, svelando facendo con semplicità e chiarezza agli ascoltatori i segreti dei grandi monumenti musicali.