Meldolesi Carlotta

Strumento:
violoncello
Periodo:
92 - 93 - 94 - 96
Concorsi:
08/06/2015 Abilitazione all’insegnamento di Violoncello nella Scuola Secondaria di I grado ( classe di concorso AN77 – oggi AN56). 1) Superamento del Concorso per Titoli ed Esami indetto con D.M. n° 106 del 23/02/2016 per la classe di concorso AN55 – Strumento musicale negli istituti di istruzione secondaria di II grado (violoncello ) – Regione Toscana. 2) Superamento del CONCORSO PERSONALE DOCENTE indetto con D.D.G. n°85 del 1° Febbraio 2018 (classe concorso AN56 – violoncello nella scuola secondaria di I grado). con punteggio 100/100. Di ruolo presso la Scuola Secondaria di I grado M. Maltoni a Pontassieve (Firenze).
Attivita:
Da quando ho terminato il corso dell'OGI ho sempre lavorato, suonando sia in diverse formazioni cameristiche sia in alcune orchestre. L'attività alla quale mi sono però davvero appassionata è stato l'insegnamento del violoncello, e l'ho sempre fatto con particolare dedizione e passione a tutti i livelli. Per ben 13 anni ho lavorato presso l'Istituto di Musica di Montepulciano, presso la Scuola Comunale di musica di Pontassieve, presso l'Accademia Musicale di Firenze e, anche se solo per alcuni anni, all'interno del dipartimento D.E.M.I.(educazione musicale per l'infanzia -3-5 anni-) presso la Scuola di musica di Fiesole. Tutto ciò mi ha permesso di lavorare con alunni di tutte le età e con tutte le possibili problematiche. Mi sono trovata a dover cercare di far suonare bambini piccolissimi, in età pre-scolare, ed allo stesso tempo adulti oppure anziani con elasticità delle dita e degli arti molto limitate. Dunque mi sono avvicinata a tantissime metodologie cercando sempre quella giusta in ogni momento, che potesse aiutarmi a risolvere la problematica che mi si presentava. Questo mi ha portato a conoscere moltissimi aspetti della tecnica del mio strumento, nonché ad un confronto molto stretto con i miei colleghi. Confrontandomi con i colleghi e studiando e sperimentando le più disparate metodologie, ho acquisito padronanza nel saperle utilizzare. Credo che di fronte a qualunque problematica si debba assolutamente trovare una soluzione, la più risolutiva ed efficace possibile. Inoltre, avendole sperimentate su così tanti allievi, adesso riesco sempre prima, non a risolvere qualunque problema, ma quanto meno a mettermi nei panni dell'alunno/a e a trovare una strada insieme a lui/lei. Dal 2007 ho iniziato a fare esperienza lavorativa all'interno delle scuola ad indirizzo musicale. Dopo aver avviato quasi tutte le scuole ad indirizzo musicale ad oggi presenti nella provincia di Firenze, ho lavorato ben quattro anni consecutivamente presso l'I.C. Gandhi: ho dovuto lavorare con alunni di ogni ordine sociale e culturale. Tantissimi alunni stranieri vicino ad alunni con disagi economico-sociali di ogni tipo, mi ha fatto scoprire che la musica per loro, in alcuni casi, era davvero la vita. Dunque il riuscire a reperire loro uno strumento, nonostante la loro disagiata condizione economica o culturale era davvero un'impresa. La nostra classe spesso per loro era considerata una seconda casa nella quale si sentivano accettati e amati; lavoravano con gli altri ed insieme agli altri con una passione ed un impegno incredibili, ottenendo risultati eccellenti anche senza accorgersene. L'aver vissuto dunque esperienze simili, mi ha fatto crescere come docente e mi ha fatto riflettere davvero sul senso di fare musica, sul senso di farla insieme agli altri, non solo ma sul senso di condividere in classe qualunque esperienza sia positiva che negativa. Spesso diamo per scontato che la musica sia solo di chi veramente sia portato per farla: la musica è di tutti e tutti i ragazzi, sia i più agiati che i più disagiati, devono far tesoro della propria capacità di unire e di poter creare ambienti positivi nei quali poter crescere tanto, tirando fuori la propria personalità, lavorando con passione e determinazione insieme agli altri. Da qui certezza che per i ragazzi prima di tutto è importante imparare a lavorare insieme; per questo ho lavorato tantissimo creando ensembles e gruppi orchestrali. Questo mi ha permesso di acquisire le competenze che oggi giocano un ruolo davvero fondamentale nello svolgimento della professione presso le scuole medie ad indirizzo musicale. Nell'anno scolastico 2018/2019 ho diretto l'Orchestra dell'I.C.Poliziano di Firenze salendo sul podio del prestigiosissimo Teatro dell'Opera della mia città! Un'esperienza che ha toccato il mio cuore e quello dei miei ragazzi e che non dimenticherò mai.Da quando ho terminato il corso dell'OGI ho sempre lavorato, suonando sia in diverse formazioni cameristiche sia in alcune orchestre. L'attività alla quale mi sono però davvero appassionata è stato l'insegnamento del violoncello, e l'ho sempre fatto con particolare dedizione e passione a tutti i livelli. Per ben 13 anni ho lavorato presso l'Istituto di Musica di Montepulciano, presso la Scuola Comunale di musica di Pontassieve, presso l'Accademia Musicale di Firenze e, anche se solo per alcuni anni, all'interno del dipartimento D.E.M.I.(educazione musicale per l'infanzia -3-5 anni-) presso la Scuola di musica di Fiesole. Tutto ciò mi ha permesso di lavorare con alunni di tutte le età e con tutte le possibili problematiche. Mi sono trovata a dover cercare di far suonare bambini piccolissimi, in età pre-scolare, ed allo stesso tempo adulti oppure anziani con elasticità delle dita e degli arti molto limitate. Dunque mi sono avvicinata a tantissime metodologie cercando sempre quella giusta in ogni momento, che potesse aiutarmi a risolvere la problematica che mi si presentava. Questo mi ha portato a conoscere moltissimi aspetti della tecnica del mio strumento, nonché ad un confronto molto stretto con i miei colleghi. Confrontandomi con i colleghi e studiando e sperimentando le più disparate metodologie, ho acquisito padronanza nel saperle utilizzare. Credo che di fronte a qualunque problematica si debba assolutamente trovare una soluzione, la più risolutiva ed efficace possibile. Inoltre, avendole sperimentate su così tanti allievi, adesso riesco sempre prima, non a risolvere qualunque problema, ma quanto meno a mettermi nei panni dell'alunno/a e a trovare una strada insieme a lui/lei. Dal 2007 ho iniziato a fare esperienza lavorativa all'interno delle scuola ad indirizzo musicale. Dopo aver avviato quasi tutte le scuole ad indirizzo musicale ad oggi presenti nella provincia di Firenze, ho lavorato ben quattro anni consecutivamente presso l'I.C. Gandhi: ho dovuto lavorare con alunni di ogni ordine sociale e culturale. Tantissimi alunni stranieri vicino ad alunni con disagi economico-sociali di ogni tipo, mi ha fatto scoprire che la musica per loro, in alcuni casi, era davvero la vita. Dunque il riuscire a reperire loro uno strumento, nonostante la loro disagiata condizione economica o culturale era davvero un'impresa. La nostra classe spesso per loro era considerata una seconda casa nella quale si sentivano accettati e amati; lavoravano con gli altri ed insieme agli altri con una passione ed un impegno incredibili, ottenendo risultati eccellenti anche senza accorgersene. L'aver vissuto dunque esperienze simili, mi ha fatto crescere come docente e mi ha fatto riflettere davvero sul senso di fare musica, sul senso di farla insieme agli altri, non solo ma sul senso di condividere in classe qualunque esperienza sia positiva che negativa. Spesso diamo per scontato che la musica sia solo di chi veramente sia portato per farla: la musica è di tutti e tutti i ragazzi, sia i più agiati che i più disagiati, devono far tesoro della propria capacità di unire e di poter creare ambienti positivi nei quali poter crescere tanto, tirando fuori la propria personalità, lavorando con passione e determinazione insieme agli altri. Da qui certezza che per i ragazzi prima di tutto è importante imparare a lavorare insieme; per questo ho lavorato tantissimo creando ensembles e gruppi orchestrali. Questo mi ha permesso di acquisire le competenze che oggi giocano un ruolo davvero fondamentale nello svolgimento della professione presso le scuole medie ad indirizzo musicale. Nell'anno scolastico 2018/2019 ho diretto l'Orchestra dell'I.C.Poliziano di Firenze salendo sul podio del prestigiosissimo Teatro dell'Opera della mia città! Un'esperienza che ha toccato il mio cuore e quello dei miei ragazzi e che non dimenticherò mai.
Durante gli anni successivi ho ampliato le mie competenze e sono riuscita anche durante la pandemia Covid-19, a far suonare insieme i miei alunni, seppur a distanza, creando video sovrapponendo le esecuzioni di ognuno di loro. Abbiamo addirittura partecipato a concorsi a distanza, senza perdere mai l’energia e la voglia di suonare non soltanto per noi stessi ma anche per gli altri, e soprattutto per condividerlo con gli altri.
Durante questi ultimi due anni, con l’orchestra e con i gruppi di musica d’insieme della scuola media, abbiamo organizzato gemellaggi con altre scuole d’Italia condividendo esperienze bellissime mettendo a confronto culture diverse strumenti differenti e generi musicali di ogni tipo.
Giudizio:
Durante gli ultimi anni di studio al Conservatorio ho avuto la possibilità di entrare a far parte dell'OGI. Ero ancora con pochissima esperienza sia orchestrale che di musica di insieme e durante tutto il primo anno, ho partecipato all'orchestra suonando all'ultimo leggio: per raggiungere un risultato davvero condiviso, era però fondamentale suonare con la stessa intensità e professionalità di coloro che suonavano al primo leggio. Il maestro preparatore dell'orchestra si chiamava M° Angelo Faja: lo temevamo perché era molto severo ma al tempo stesso aveva molta stima di ognuno di noi. Durante le prove, preparavamo i brani da suonare ai numerosi concerti in programma durante l'anno; lui costruiva la partitura insieme a noi: faceva suonare ad ogni solista o ad ogni sezione la propria parte, e successivamente la "incastrava" con altre parti simili o differenti, per creare l'armonia o il contrappunto presente all'interno della partitura così da farci acquisire consapevolezza della funzione della nostra parte nel "tutti" Conoscere la partitura e saperla gestire insieme agli alunni non è cosa semplice. Fondamentale è inoltre riuscire a costruirla insieme a loro, proprio come se fossero ingranaggi di uno stesso oggetto molto complesso. Il fatto di conoscere molto bene ognuno la propria parte non basta, inserirla correttamente e musicalmente nell'insieme delle altre parti è davvero una cosa molto complessa. Può risultare noioso ripetere sempre gli stessi passaggi finché non si realizza un bel risultato, per questo è sempre necessario riuscire a trovare con i ragazzi la strada più breve per raggiungere prima possibile l'obiettivo. Credo che avendolo sperimentato su me stessa, (avendo fatto parte dell'Orchestra Giovanile Italiana) sia riuscita a rendere mio un tipo di linguaggio e di procedimento con il quale posso dialogare con gli alunni ed attraverso il quale posso aiutarli a trovare una strada per riuscirci.
L'orchestra fatta con la consapevolezza di conoscere le parti degli altri, riuscendo a suonare la propria parte non solo “contando” per entrare nel momento giusto, ma anche interpretandone la corretta funzione all'interno dell'insieme, è un orchestra veramente condivisa...un lavoro di tutti ma anche di ciascuno. Nello svolgimento della mia professione questa esperienza ha un ruolo fondamentale, non soltanto nella buona riuscita della messa a punto dei brani di insieme, ma anche, e soprattutto, nella loro progettazione e realizzazione
Dove:
Meldolesi Carlotta - Firenze

