In questi giorni l’Orchestra Giovanile Italiana incontra il maestro ungherese, che la dirige l’8 ed il 9 settembre, e sarà anche il violino solista nel Concerto in sol maggiore K. 216 di Mozart.
La presenza di Barnabás Kelemen a Fiesole si rinnoverà nei prossimi mesi, grazie alla sua disponibilità a tenere alcune lezioni nel nuovo Corso di perfezionamento di violino della Scuola.
Festeggiato in tutto il mondo come entusiasmante solista, è il leader del Quartetto Kelemen – che nel 2014 ha vinto all’unanimità il prestigioso Premio Borciani – e più recentemente è di frequente impegnato come direttore d’orchestra alla testa di compagini di grande prestigio.

I ragazzi dell'OGI sono molto emozionati e felici di suonare con lei, che dirige solitamente orchestre importanti... nella sua attività riserva abitualmente uno spazio anche per le orchestre di formazione, oppure si tratta di una esperienza nuova?
È sempre un grande piacere, ed è molto importante per me lavorare con orchestre di studenti! Ricordo anche quanto per me stesso siano state significative le esperienze orchestrali di questo tipo, negli anni di studio!

La sua attività musicale spazia in ogni direzione, dal solismo al quartetto, dalla direzione all'insegnamento... con una scelta di priorità oppure del tutto liberamente?
Ciascuna completa ed integra l’altra… ed io imparo costantemente da tutte!

In particolare la creazione del Quartetto Kelemen immagino abbia costituito un passaggio molto importante, soprattutto perché, imponendosi rapidamente sulla scena internazionale, ha suscitato grande interesse e desiderio di ascoltarvi
Il quartetto faceva parte dei miei sogni fin da piccolo. Già all’età di 9-10 anni era chiaro per me che avrei vissuto insieme al violino per dirigere, creare un quartetto d’archi e per insegnare alla prossima generazione!

Nelle sue vene scorre anche sangue gitano: Palì Pertis, grande violinista che ha attraversato l'Europa all'inizio del '900, era suo nonno...
È una sensazione fantastica, avere un tale legame con la musica gitana nella mia famiglia! Non l’ho mai incontrato (è morto nel 1947…), ma le sue incredibili registrazioni e film mi hanno ispirato molto e continuano a farlo ogni volta che li ascolto.

Da quest'anno la Scuola di Musica di Fiesole sarà onorata dalla sua presenza tra i docenti del Corso di perfezionamento di violino. Quali sono le caratteristiche del suo approccio all'attività didattica?
L’obiettivo principale è sviluppare la personalità di ogni allievo, in modo che possa trovare la propria voce sullo strumento. Credo che ci si possa riuscire partendo dalla costruzione di basi tecniche non rigide ma impeccabili (il virtuosismo, la migliore e più personale qualità del suono ed ovviamente una perfetta intonazione), considerando sempre come obiettivo primario la realizzazione dei desideri del compositore e lo stile con cui è stato scritto il pezzo.