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News 2020

Coronavirus – Sospensione attività didattica

La Scuola di Musica di Fiesole in ottemperanza al decreto annunciato da parte del Presidente del Consiglio sospende le attività didattiche fino al 15 marzo.
Si rende noto che dal giorno 5 marzo sono sospese anche le prove presso la Scuola e i concerti che vedono coinvolti gli allievi.
Attendiamo la lettura integrale del decreto per comunicare ulteriori prescrizioni.

News 2020

Un quartetto per Bahia

Il Quartetto Shaborùz si prepara a partire per il Brasile con Edoardo Rosadini: grazie all’intervento dell’Associazione Amici della Scuola (che ha contribuito alle spese di viaggio) la Scuola ha potuto accogliere l’invito di Ricardo Castro –pianista e direttore d’orchestra che da qualche tempo tiene a Fiesole un corso di perfezionamento– a partecipare alle attività di Neojiba, acronimo che definisce i Nuclei di orchestre giovanili e infantili dello Stato di Bahia.

News 2020

Fiesolani in orchestra

Due giovanissimi violoncellisti della classe di Giovanni Gnocchi parteciperanno alle attività della Schleswig-Holstein Festival Orchestra: Stefano Bruno e Francesco Tamburini –tra i più giovani partecipanti alle audizioni, che si sono tenute in 35 città di tutto il mondo– sono stati scelti entrambi, a far parte della fila dei dieci violoncelli necessari all’organico dell’orchestra nell’edizione 2020 del celebre festival tedesco.

News 2020

Le borse di studio della Scuola

Rinviate a data da destinarsi

Anche per il 2020 la Scuola mette a disposizione degli allievi alcune borse di studio, sia a fronte di una comprovata difficoltà economica, sia per merito.

Eventi 2020

Weekend di musica da camera

È ormai divenuto tradizionale l’appuntamento che rispecchia la vocazione della Scuola a fare della musica d’insieme il fulcro dell’attività didattica per tutte le età: anche quest’anno sono tantissimi i gruppi cameristici che partecipano alla festa, il 29 febbraio ed il 1° marzo

Eventi 2020

Gnocchi e Lucchesini al Teatro Petrarca di Arezzo

Colleghi nei corsi di perfezionamento, Giovanni Gnocchi ed Andrea Lucchesini si presentano insieme sul palco del Teatro Petrarca il 28 febbraio, avendo accolto l’invito della Scuola a prendere parte ai concerti del ciclo Arezzo Classica, organizzato dal Comune di Arezzo e dalla Fondazione Guido d’Arezzo in collaborazione con CaMu – Casa della Musica di Arezzo.

News 2020

Coronavirus – informazioni importanti

La Scuola di Musica di Fiesole prende atto della delicata situazione relativa ai casi di contagio da COVID-19 (coronavirus) in Italia. Desideriamo informare allievi, famiglie, docenti e collaboratori che l’attività didattica prosegue regolarmente, e che la Scuola ottempera alle indicazioni provenienti dal Ministero della Salute in merito alle restrizioni cui devono attenersi il personale e gli utenti che abbiano circolato negli ultimi 14 giorni nelle aree dove si sono verificati i casi di contagio.

News 2020

Paolo Silvestri incontra gli allievi fiesolani

Mercoledì 26 febbraio, alle ore 18, Paolo Silvestri sarà ospite della Scuola di Musica di Fiesole per “raccontare” la sua composizione Anime Verde Speranza, che verrà eseguita in prima assoluta il 27 febbraio alle ore 21 al Teatro Politeama di Prato, con la partecipazione di alcuni dei docenti del Dipartimento Jazz (e non solo) della Scuola.

Eventi 2020

Comme une rêverie

L’elegante e soffusa atmosfera della Francia nel primo Novecento rivive nell’originale concerto che riunisce il 23 febbraio, per il ciclo Momenti Musicali, il flautista Paolo Zampini -da sempre impegnato al fianco dei grandi autori di partiture per il cinema ed il teatro- il soprano Paola Leggeri che, completati gli studi pianistici e vocali è oggi versatile interprete di un ampio repertorio vocale, ed il pianista Tiziano Mealli, musicista poliedrico e camerista raffinato, nonché storico docente fiesolano. A loro si affianca il violoncello del nostro direttore Alain Meunier, per eseguire col pianoforte una delle più note pagine di Florent Schmitt, Chant Elégiaque.

Eventi 2020

Il Meyer per Amico

Sabato 22 febbraio -alle ore 10:00- l’Ospedale Pediatrico Meyer, una delle istituzioni più care ai fiorentini, apre i suoi spazi

Docenti

Leonardo Pieri

Pianoforte complementare Jazz – preaccademico
Lettura della partitura (composizione)
Armonia Jazz
Ear Training Jazz
Tecniche compositive jazz

Triennio
Pianoforte per strumenti e canto jazz
Lettura della partitura (composizione)
Ritmica contemporanea
Armonia Jazz…

Docenti

Fabrizio Lepri

CaMu – Casa della Musica di Arezzo

Viola Da Gamba – Preaccademico
Corsi liberi

Interview

Musica e Società: il nuovo sistema di orchestre

Poche settimane fa è stata data veste giuridica alla Rete Musica e Società, che da qualche tempo sta riunendo molti soggetti –tra cui la Scuola- a vario titolo impegnati nella diffusione della pratica attiva della musica a tutti i livelli. Abbiamo rivolto alcune domande in merito a Lara Camia, presidentessa della Rete e docente organizzatrice di Trillargento, un articolato progetto formativo inclusivo.

News 2020

CoroInsieme patrimonio della comunità

Il progetto CoroInsieme è divenuto nel tempo un’attività significativa per i bambini che frequentano l’Istituto Comprensivo Statale “Ernesto Balducci” di Fiesole, e così all’impegno della Scuola -che da quattro anni offre ai bambini delle materne ed elementari la possibilità di crescere nella musica cantando insieme– si è aggiunto il desiderio delle famiglie di contribuire alla prosecuzione dell’iniziativa attraverso una raccolta di fondi, attuata grazie all’impegno diretto dei genitori nell’organizzazione di occasioni conviviali dedicate al sostegno del progetto.
Inoltre il Comune di Vaglia, sede di una scuola dell’infanzia e della primaria Alberto Manzi, ha offerto il suo contributo economico. 

News 2020

Concorso per Quartetto Piero Farulli

Il quartetto d’archi è stato il fulcro della missione pedagogica di Piero Farulli: scuola di convivenza e democrazia, dove ciascuno dialoga con l’altro solo se tutti sono capaci di ascoltarsi, il quartetto rappresenta un microcosmo ideale di comunità civile ed il luogo d’elezione per l’approfondimento interpretativo con cui i giovani musicisti si accostano ai grandi capolavori del repertorio cameristico.

News 2020

La Scuola per… le Scuole

Il Dipartimento Ricerca e Sviluppo della Scuola è stato invitato nel novembre scorso a partecipare alla tavola rotonda indetta dall’Ufficio Scolastico Regionale per lo sviluppo del Progetto Regionale Toscana Musica.

Eventi 2020

Due orchestre della Scuola all’Auditorium del Centro Rogers

Il 17 febbraio (ore 20:30) i giovani strumentisti della Scuola animano una ricca serata musicale all’Auditorium del Centro Rogers di Scandicci: l’apertura è affidata all’Ensemble dei fiati dell’Orchestra dei Ragazzi guidato da Fabiano Fiorenzani, primo trombone nell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino e appassionato docente fiesolano di musica d’insieme per fiati, autore anche degli arrangiamenti dei brani in programma, la Marcia in re maggiore K. 189 di un giovanissimo Mozart, l’Allegro dalla Marcia Turchesca in do maggiore di Michael Haydn (fratello del più noto Franz Joseph) e la Marcia n. 2 in sol maggiore D.819 di Franz Schubert, originariamente per pianoforte a quattro mani.

Concerti Ogi 2020, Ogi Tutte

A Verona il debutto dell’OGI 2020

Un debutto di eccezionale qualità per l’edizione 2020 dell’Orchestra Giovanile Italiana: a guidare la compagine, al Teatro Ristori di Verona il prossimo 7 febbraio, sarà infatti Kolja Blacher, musicista di grande spessore, protagonista di un’intensa e festeggiata attività internazionale.

News 2020

Una Scuola sempre più green

La Scuola prosegue nella ricerca di un maggior rispetto dell’ambiente, ritenendo doveroso farsi portatrice anche di questo messaggio educativo ai

Interview

A colloquio con Bruno Delepelaire

Bruno Delepelaire, giovane violoncellista francese, ha conquistato precocemente i più ambìti traguardi professionali: diciannovenne, ottiene nel 2008 il premier prix di perfezionamento all’unanimità presso il Conservatorio di Parigi, nella classe di Philippe Muller; si perfeziona a Berlino con Jens Peter Maintz e Ludwig Quandt nell’Orchestra Academy dei Berliner Philharmoniker. Vincitore di due importanti concorsi internazionali quali Karl Davidoff International Cello Competition (2012) e Markneukirchen International Instrumental Competition (2013), è primo violoncello dei Berliner Philharmoniker dal 2013.

Bruno ha iniziato quest’anno ad insegnare presso la Scuola: la sua presenza a Fiesole non è certo passata inosservata, e molti giovani strumentisti si sono iscritti al suo corso, che prevedeva tre sessioni di lavoro. Al termine dell’ultimo ciclo di lezioni gli abbiamo rivolto alcune domande.

Tutto è iniziato grazie alla nonna… c’è ancora? Ha potuto gioire con te dei grandi successi professionali che sei riuscito a conquistare?
No, purtroppo è morta 12 anni fa, quando ancora ero al liceo, e quindi non mi ha mai visto nelle vesti professionali degli anni più recenti, ma la porto sempre nel mio cuore.

Interview

A colloquio con Antonino Siringo

Il Dipartimento Jazz ha recentemente ricevuto l’autorizzazione del MIUR ad erogare da quest’anno i corsi di Triennio per l’ottenimento del Diploma AFAM di I livello. Un grande risultato, ed un riconoscimento della qualità dei nuovi corsi fiesolani, della cui organizzazione si è fatto carico fin dall’inizio Antonino Siringo, coordinatore ed anima di questo progetto.

La notizia dell’accreditamento del Triennio è stata lo spunto per incontrare Antonino, poliedrico artista la cui passione musicale è alimentata da una insaziabile curiosità e dal desiderio di esprimersi in tutte le lingue della musica.

Il tuo nome non “suona” toscano
Infatti sono nato a Siracusa da genitori siciliani, e da bambino mi sono trasferito con loro a Genova; avevo già iniziato gli studi musicali in Sicilia, e nel capoluogo ligure ho frequentato per tre anni il Conservatorio “Paganini”, finché l’incontro felicissimo con Lucia Passaglia non mi ha portato intorno ai 14 anni a Firenze. Desideravo molto studiare con lei, e così i miei genitori mi hanno accontentato, permettendomi di viaggiare in autonomia: a Firenze ero ospite di amici e molto spesso della mia insegnante, per la quale sono stato come un figlio. Mi sono diplomato con lei a 19 anni al Conservatorio “Cherubini”.

Interview

A colloquio con Patrizia Ciofi e Christian Federici

Patrizia Ciofi, celebre soprano dall’intensa e festeggiata attività nei principali teatri del mondo, è stata qualche settimana fa a Fiesole per una masterclass insieme al leggendario baritono Rolando Panerai.

 Abbiamo approfittato della presenza di Patrizia per parlare del suo maestro Claudio Desderi, e per ascoltare il racconto a più voci di una curiosa storia di affetti e congiunture astrali, che sta offrendo al giovane baritono Christian Federici la possibilità di un’inattesa e prestigiosa avventura musicale.
Quella che segue è la semplice trascrizione del racconto dalla viva voce dei protagonisti, a pochi giorni dalla serata del 26 gennaio scorso, in cui un foltissimo gruppo di ex-allievi di Claudio Desderi si era riunito a Fiesole per un concerto-omaggio a più voci. Una maratona commovente e allegra, leggera e profonda nel tratteggiare in modo unanime e sentito la ricchezza artistica e umana di Claudio Desderi che, oltre ad essere un insegnante generoso, attento ed entusiasta, ha saputo anche creare un gruppo di amici, che proprio in virtù della strada percorsa insieme sentono oggi di appartenersi.

Patrizia Questo piccolo miracolo è nato alla fine del 2017, grazie al gruppo whatsapp creato da Matelda Cappelletti in occasione della scomparsa del regista Roberto Guicciardini, che aveva curato il Progetto Mozart Da Ponte, per avvertire tutti di quanto accaduto.
Nonostante la profonda tristezza causata a tutti noi dalla notizia, è stato bellissimo ritrovarsi, anzi trovarsi, perché la chat comprendeva allievi di periodi diversi, che non si erano mai incontrati a Scuola.

Interview

Intervista a Gianna Fratta

Il Teatro Verdi di Pisa ha ospitato con grande successo la seconda tappa della coproduzione toscana de La bohème, che coinvolge LTL Opera Studio e l’Orchestra Giovanile Italiana. La direzione è affidata a Gianna Fratta, musicista poliedrica e preparatissima della quale abbiamo voluto approfondire la conoscenza in un’interessante conversazione

Tra le prime notizie che appaiono digitando il tuo nome, ho scoperto con sorpresa che partecipi come docente ad un nuovo Master di II livello in Management per la sanità all’Università Bocconi di Milano. Vuoi spiegarci di cosa si tratta?
Insegno da tanti anni e non è la prima volta che mi trovo a far lezione in ambiti professionali estremamente distanti dalla musica. D’altra parte il funzionamento di un’orchestra e il ruolo del direttore sono da tempo studiati per indagare sul concetto di leadership, analizzare le qualità necessarie ad un manager, comprendere i meccanismi che regolano i rapporti all’interno di un gruppo di lavoro. L’orchestra vede la più grande concentrazione di persone in un piccolo spazio, il che comporta la necessità di organizzare il lavoro in modo molto accurato. I meccanismi che regolano l’attività di un gruppo devono esser tesi a valorizzare le singole competenze sottolineando l’interdipendenza di tutti da tutti gli altri e insegnando ad accettare la corresponsabilità del risultato finale. Sono decisamente temi trasversali, con principi applicabili negli ambiti più disparati.

Interview

In viaggio nello spazio profondo

Ricordi ed emozioni convivono nella poetica e autoironica autobiografia dello scrittore fiorentino Enzo Fileno Carabba, che ad un certo punto della narrazione incrocia le vie della Scuola: La zia subacquea ed altri abissi famigliari (Mondadori, 2015)

contiene alcune pagine in cui si racconta dell’incontro con Piero Farulli, delle lezioni di strumento e di composizione, delle esperienze di un ragazzo sensibile e curioso che, salito a S. Domenico in bicicletta, si innamorò della Scuola e la abitò per qualche anno come un castello incantato.
(Scarica il racconto)

Siamo andati ad intervistarlo, ed ecco come si è svolta la nostra conversazione

Da dove cominciamo?
Da ragazzo studiavo il pianoforte e mi venne l’idea di fare il compositore… un’idea fantastica. Anche se non sapevo esattamente cosa fosse un compositore.

Perché il pianoforte?
Il pianoforte era lì prima di me, un bel Pleyel della bisnonna; la linea musicale proseguiva con mio nonno, che lo suonava ad orecchio. Alla fine delle scuole elementari pensai di cominciare anch’io a suonare. I miei erano scettici. “Suona la chitarra”, mi suggeriva mio padre, “che con le ragazze funziona meglio! La chitarra puoi portarla sulla spiaggia”. Io però preferisco lo scoglio e mi dedicai al pianoforte.
Dopo un periodo di lezioni private col maestro Caglieri trovai naturale, dato che abitavo al Salviatino, ai piedi della collina di Fiesole, salire in bicicletta alla Scuola, dove incontrai subito Piero Farulli. Aveva uno sguardo fiammeggiante, leonino. Come tutti i grandi felini, oltre a possedere una notevole forza te ne trasmetteva una parte. Mi spiegò che il pianoforte era uno strumento per letterati solitari mentre la musica è fatta per stare insieme. Mi suggerì –autorevolmente– di suonare anche il corno.

Interview

Riccardo Papa da Fiesole all’Europa (e ritorno…)

Incontriamo il giovane fagottista in un momento per lui molto importante, ed è l’occasione per ripercorrere insieme le tappe della sua articolata formazione professionale, che ha trovato nella Scuola un solido punto di riferimento.

 Cominciamo dalle ultime novità…
Sono molto felice, perché da qualche mese sono membro stabile dell’Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, dove in febbraio ho vinto il concorso per il posto di secondo fagotto. Avevo già fatto il concorso lo scorso anno arrivando secondo idoneo, ma la collega che aveva vinto ha lasciato a graduatoria scaduta. Così ho dovuto rifare il concorso da capo.

Un notevole stress…
Fortunatamente la seconda volta è andata meglio (e non peggio!).
La prima volta eravamo in 70, così entrando nei camerini avevo avuto la visione piuttosto impressionante di una foresta di fagotti… questa seconda volta eravamo meno, ma la concorrenza era molto agguerrita, e su di me pesava comunque l’aspettativa data dal concorso precedente.
Volevo fortemente il posto che era stato bandito, anche perché avevo avuto modo di vivere il bellissimo ambiente di questa orchestra quando mi era stato proposto di coprire l’aspettativa che la vincitrice del concorso precedente aveva chiesto, in attesa di prendere una decisione definitiva.
Il lavoro comunque non mi mancava, dal momento che avevo ottenuto varie idoneità presso orchestre quali l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra del Teatro alla Scala, l’Orchestra Filarmonica Marchigiana

Interview

Alberto Bocini: le mille e una vita del contrabbasso

“Vulcanico” è il primo aggettivo che viene in mente pensando alla proteiforme attività di Alberto Bocini: capace non solo di coltivare con passione il suo spiccato talento, ma anche di dar spazio alla fantasia, impegnandosi in scelte coraggiose e originali, ha conquistato i traguardi più importanti sia in campo concertistico sia nell’attività didattica.

L’abbiamo incontrato nella pausa pranzo (l’unico modo per intervistarlo, fra una lezione e l’altra del suo corso di perfezionamento), in compagnia di un simpatico allievo spagnolo, Antonio Romero Cienfuegos, ed ecco come si è svolta la nostra conversazione, avventurosamente registrata tra piatti e bicchieri.

Come sei arrivato a Fiesole?
Come giovane studente dell’Orchestra Giovanile Italiana, dal Conservatorio di Firenze dove mi ero appena diplomato in contrabbasso. L’esperienza d’orchestra in conservatorio in quegli anni era molto modesta, e la mia cultura musicale aveva seguito altre strade.

Interview

Alda Dalle Lucche: il sax a Fiesole

Il suo stile tende ai toni dark, ma quando parla di musica e del suo strumento un largo sorriso le illumina il volto. Perennemente indaffarata, alle prese con trascrizioni e prove per sempre nuovi progetti, guida con entusiasmo il gruppo dei sax fiesolani. L’abbiamo finalmente intercettata qualche giorno fa, prima dell’inizio delle lezioni pomeridiane, ed ecco cosa ci ha raccontato.

Quando hai incontrato la Scuola?
Frequentavo il Conservatorio Cherubini, dove sono stata molto felice con il mio insegnante, Roberto Frati, ma ovviamente conoscevo la Scuola e guardavo alle attività che vi si svolgevano con occhio sempre attento, consapevole delle tante opportunità che offriva.

Al Conservatorio non erano così numerose?
Al Cherubini non c’era in quegli anni la vivacità di oggi; in realtà la vera, grande opportunità di suonare mi fu offerta proprio da Roberto Frati, che un giorno mi disse di aver bisogno di un sax contralto. Mi offrii subito di prestargli il mio strumento, ma lui replicò che non voleva solo lo strumento, ma anche il musicista che lo suonasse! Abbiamo suonato in quartetto per 15 anni, ed è stata un’esperienza fantastica: non mi vergogno di dire che mi manca molto, è stata una comunione d’intenti che non ho mai più ritrovato in nessun gruppo da camera.

Interview

Prencipe: un ricordo da vicino

 Il 29 luglio scorso si è spento all’età di 93 anni Giuseppe Prencipe, indimenticabile violino di spalla di compagini di grande spessore come la gloriosa Orchestra Scarlatti della Rai di Napoli e l’Orchestra Sinfonica dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia. Il ritratto che ne offriamo parte da un punto di vista molto intimo e particolare: a parlarci di lui è il violinista Andrea Cappelletti, docente da molti anni presso la Scuola e legato al Maestro da un antico affetto familiare, inscindibile da un altrettanto “storico” legame didattico.

Il tuo rapporto con Giuseppe Prencipe è stato particolarmente ravvicinato… vuoi raccontarci?
Si è trattato di un rapporto davvero speciale: Giuseppe Prencipe non è stato soltanto il mio insegnante, ma direi il protagonista assoluto della mia vita, fino ai 20 anni. Era anche il mio padrino di battesimo, ed è stato in ogni senso vicino alla mia crescita di bambino e di musicista.
I primi ricordi sono lontanissimi nel tempo, e perciò non del tutto nitidi: vivevamo a Napoli, dove ci eravamo trasferiti dalla Svizzera –mio paese natale- per il lavoro di mio padre, e andavamo ogni giovedì ai concerti dell’Orchestra Scarlatti. I miei genitori erano amanti assoluti della musica, e la famiglia Prencipe frequentava assiduamente la nostra casa. Oltre al Maestro c’erano la moglie Anna e le due figlie.

Interview

Riccucci: il clarinetto a Fiesole

Intervistiamo Giovanni Riccucci, docente “storico” sia dei corsi di base sia del perfezionamento; si è appena congedato dall’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, dopo aver ricoperto per oltre vent’anni il ruolo di primo clarinetto. Al termine di un acclamato concerto diretto da Fabio Luisi, applausi e fiori in scena hanno salutato il clarinettista, che appariva molto commosso e quasi imbarazzato perché, nonostante una vita sul palcoscenico, è una persona molto riservata.

Com’è questa nuova vita senza l’orchestra?
Poiché le prime parti nell’orchestra del Maggio sono due -e quindi può capitare di essere a casa a disposizione mentre l’altro è impegnato in una produzione- i primi tempi non mi sono molto accorto della differenza… poi ho cominciato a rendermi conto che la situazione era davvero cambiata. Un po’ di malinconia è inevitabile, dopo tanti anni in teatro, anche perché suonavo volentieri e non desideravo andare in pensione; tuttavia l’attuale organizzazione degli enti lirici italiani prevede che a 61 anni e 7 mesi si raggiungano i limiti di età, e il pensionamento scatta automaticamente.

Interview

A colloquio con Umberto Chiummo, per ricordare Claudio Desderi

Nel 1988 prendeva il via a Fiesole il Progetto Mozart Da Ponte, un ambizioso e complesso percorso triennale attraverso il quale la Scuola riuscì a realizzare un allestimento interamente fiesolano della Trilogia mozartiana. Responsabile del progetto fu Claudio Desderi, che mise a disposizione della Scuola il suo magistero didattico e l’ampia e prestigiosa esperienza teatrale, formando una nutrita “squadra” di giovani talenti vocali.
A poche settimane dalla scomparsa di Desderi abbiamo incontrato uno dei più talentuosi allievi di quegli anni, il baritono Umberto Chiummo, che ha mantenuto le promesse ed è oggi impegnato in un’intensa e prestigiosa attività internazionale. Con grande gioia la Scuola lo accoglie quest’anno tra i docenti del Dipartimento di Canto.

Il tuo nome parla del sud…da dove vieni? E come hai incontrato la musica?
Sono pugliese, e vengo da Barletta. La musica era in casa, perché la mamma, oltre che laureata in lettere, era anche diplomata in pianoforte. Così, ad un certo punto, anche io ho cominciato a studiare il pianoforte, anche se troppo tardi per pensare di farne un’attività professionale.
Intanto avevo iniziato a cantare nelle corali cittadine e mi piaceva davvero molto, così cominciai a pensare che il canto potesse essere il mio modo di fare musica; la scoperta dell’opera è stata invece più tardiva.

Interview

A colloquio con Luca Benucci

A soli vent’anni era già primo corno dell’Orchestra del Teatro S. Carlo di Napoli, subito dopo a Lipsia, alla Mitteldeutscher Rundfunk, e dal 1995 primo corno dell’Orchestra del Maggio. L’instancabile attività di Luca Benucci comprende tutti i generi musicali, come solista, camerista e naturalmente ospite delle orchestre più prestigiose del mondo.

Da quest’anno è entrato nella “squadra” fiesolana, ed il suo corso di perfezionamento si è subito riempito di giovani e promettenti strumentisti.
L’abbiamo incontrato tra una lezione e l’altra, ed il suo appassionato fervore ha animato l’intera conversazione.

Com’è stato questo primo anno a Fiesole?
Sono molto felice! L’entusiasmo con cui ho accettato quest’incarico è stato ben recepito dai tanti allievi che sono confluiti qui: alcuni seguivano già le mie lezioni nei conservatori con cui ho collaborato negli ultimi anni (Cesena e Brescia), ma in questo momento considero Fiesole la mia seconda casa (ovviamente insieme al Maggio, dove però “abito” già da 22 anni…).
Questa scuola ha tanta storia e tanta qualità, ed è davvero un grande onore essere qui, dove oltretutto posso contare sulla presenza di colleghi importanti: ogni volta che entro nell’atrio della Torraccia guardo sul monitor chi sta insegnando nelle varie aule, e poi mando i giovani cornisti a sentire le lezioni di Natalia Gutman, o di Bruno Canino… Bisogna imparare da tutti e da tutto, questa è la mia convinzione più profonda, fin da quando, giovanissimo, a Chicago andavo ad ascoltare le lezioni di violoncello di János Starker: iniziavo alle sei del mattino a pianificare la giornata, approfittando di tutte le occasioni per ampliare le mie conoscenze.

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