Emma Lanza dai primi passi all’OGI
Allieva fiesolana fin dall’infanzia, Emma Lanza ci racconta la sua esperienza con la musica nella Scuola.
Hai percorso a Fiesole tutte le tappe della tua formazione musicale… com’è stato il cammino?
Avevo dieci anni, quando decisi di fare l’esame di ammissione a Fiesole. Ad attirare la mia attenzione era stato… il prato enorme davanti alla villa. Una volta dentro, mi resi conto che il prato non era la sola cosa che la Scuola di musica offriva. Dalle lezioni individuali alla musica da camera, dalla storia della musica all’armonia…. ogni giorno, uscita da scuola, salivo a San Domenico e ci passavo quasi tutto il pomeriggio. Si era creata una vita parallela molto impegnativa, ma per tutto quello che la Scuola mi ha dato ne è valsa la pena. Il legame con gli insegnanti che si instaurava anno dopo anno e l’amicizia che nasceva tra gli allievi rendevano tutto ancora più bello. All’interno di un quartetto un’amicizia forte cambiava anche il tuo modo di suonare. Gli insegnanti, oltre che farti lezione, diventavano anche maestri di vita. La mia insegnante di violino, Boriana Nakeva, mi seguiva in tutto quello che facevo, fuori e dentro la Scuola. Mi sosteneva in tutte le decisioni e, quando sbagliavo, mi riportava sulla strada giusta. Ancora oggi rimango in contatto con lei, per aggiornarla su quello che faccio e per chiederle dei consigli.
Quando entrai al triennio, gli esami da dare e i corsi da seguire aumentarono. Ogni esame strumentale richiedeva un vasto repertorio. Ad aprile scorso ho dato l’esame finale e ora guardo con grande soddisfazione al bagaglio che la Scuola mi ha lasciato.
























































