La scomparsa di Gabriele Ferro
La Scuola si unisce al dolore dei familiari e di tutto il mondo della musica alla notizia della morte del celebre direttore d’orchestra e compositore di grande preparazione e cultura, scomparso il 29 ottobre. Avrebbe compiuto 89 anni il prossimo 15 novembre.
Gabriele Ferro è stato un amico e collaboratore prezioso per l’istituzione fiesolana: su invito di Piero Farulli, ha guidato l’Orchestra Giovanile Italiana in molte occasioni, a partire da alcuni concerti del 2002 in Germania; nel 2004 Ferro diresse l’OGI in una tournée latinoamericana realizzata col sostegno del CIDIM in occasione del trentennale della Scuola, con la partecipazione solistica di Salvatore Accardo.
Nel 2007 fu alla testa della Giovanile alla Konzerthaus di Berlino nell’ambito del festival Young Euro Classic, proseguendo il tour – con Pavel Vernikov e Andres Mustonen nei ruoli solistici – nelle Repubbliche Baltiche.
Nell’autunno dello stesso anno attraversò l’Italia con l’OGI tenendo sette concerti nelle sedi più importanti, fra cui il Teatro alla Scala.
Con grande generosità Ferro aveva anche accettato nel 2006 di tenere il corso di direzione d’orchestra presso la Scuola, raccogliendo l’eredità di Carlo Maria Giulini e Daniele Gatti e contribuendo alla formazione di giovani direttori oggi in attività.
Figlio d’arte, Gabriele Ferro si era diplomato in pianoforte e composizione a Roma e aveva poi deciso di intraprendere la strada della direzione seguendo i corsi di Franco Ferrara ad Hilversum, in Olanda; nel 1970 aveva vinto il concorso per giovani direttori della RAI.
Dal Teatro alla Scala all’Orchestre National de France, Gabriele Ferro ha guidato le principali orchestre del mondo. Direttore stabile dell’Orchestra Sinfonica Siciliana dal 1979 al 1997, dell’Orchestra della Rai di Roma dal 1987 al 1991, Generalmusikdirektor dello Staatstheater di Stoccarda dal 1991 al 1997 e direttore musicale del Teatro San Carlo di Napoli dal 1999 al 2004, Ferro ha diretto in tutto il mondo grandi produzioni del teatro musicale; con la stessa cura e profondità si è dedicato alla musica sinfonica e alla scrittura contemporanea, contribuendo alla diffusione di opere di Berio, Maderna, Nono, Stockhausen e Ligeti.
Accademico di Santa Cecilia, dal 2020 era direttore onorario a vita dell’Orchestra del Teatro Massimo di Palermo e solo pochi giorni fa aveva diretto un concerto sinfonico nel capoluogo siciliano.